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La Procura di Frosinone ha chiesto il rinvio a giudizio di due ginecologhe accusate del decesso di una neonata, morta per una grave insufficienza multiorgano a causa di presunta negligenza e imperizia

Nell’esercizio della professione sanitaria di medico ginecologo, per “negligenza ed imperizia”, non avrebbero diagnosticato “una protratta condizione di tachisistolia” di una gestante e non le avrebbero somministrato “la opportuna terapia”. E’ l’accusa mossa dalla Procura di Frosinone a due professioniste in servizio presso il reparto di ginecologia e ostetricia del nosocomio del capoluogo di provincia ciociaro, indagate per omicidio colposo in relazione al decesso di una neonata morta per una grave insufficienza multiorgano nel settembre del 2020.

Nello specifico, in base a quanto riportato da Ciociaria Oggi, la condotta delle dottoresse avrebbe privato “il feto del sufficiente apporto di ossigeno per un prolungato periodo di tempo (dalle ore 16.20 alle ore 18 circa)” così cagionando alla piccola un grave danno ipossico-ischemico. Nonostante l’immediato trasferimento in una struttura della Capitale, la bimba non ce l’aveva fatta.

L’inchiesta era partita in seguito alla querela presentata dalla mamma. A distanza di oltre una anno dalla drammatica vicenda, il sostituto procuratore titolare del fascicolo, sulla base della consulenza tecnica d’ufficio disposta per fare luce sull’accaduto e acclarare eventuali responsabilità, ha chiesto il processo per le due ginecologhe. Spetterà ora al Gup, nell’udienza preliminare fissata per il prossimo febbraio, pronunciarsi sul rinvio a giudizio.

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