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L’uomo, morto durante un elettrocardiogramma, si sarebbe presentato il giorno prima in Pronto Soccorso per un dolore al torace; a stroncarlo sarebbe stato un aneurisma dissecante all’aorta ascendente non diagnosticato

Il Tribunale di Pisa ha condannato l’Azienda ospedaliera universitaria del capoluogo di provincia toscano a versare circa 350 mila euro alla figlia di un uomo morto durante un elettrocardiogramma sotto sforzo nel dicembre del 2010. L’esame – come riporta Lucca in diretta – era stato prescritto il giorno prima in Pronto soccorso, dove il paziente si era recato accusando un dolore toracico.

In base a quanto ricostruito in sede processuale, l’uomo soffriva di cuore ed era già stato sottoposto nei mesi precedenti, presso la stessa struttura, a un ecocardiogramma color doppler, dal quale sarebbe emerso che il diametro dell’aorta era dilatato, tanto che era stato previsto un secondo controllo per il mese di dicembre; in occasione del ricovero in Pronto soccorso, tuttavia, il personale sanitario avrebbe omesso di espletare i dovuti accertamenti diagnostici, e anzi gli avrebbe indicato di sottoporsi a un esame potenzialmente mortale, in considerazione del suo stato di salute.

L’elettrocardiogramma da sforzo in elezione sarebbe risultato effettivamente fatale per il paziente, stroncato da un aneurisma dissecante dell’aorta ascendente non diagnosticato.

I Giudici hanno ritenuto provato il nesso causale tra la condotta dei sanitari e l’evento morte. La consulenza tecnica – riferisce ancora Lucca in diretta – avrebbe infatti accertato “che i sanitari hanno colpevolmente errato la diagnosi”; secondo il ctu, “il personale medico del nosocomio avrebbe dovuto effettuare ulteriori esami”, quali un’ecocardiografia transtoracica. Questi accertamenti, secondo il perito, avrebbero consentito di procedere “a una diagnosi differenziale” e di “individuare la possibile causa del dolore toracico riferito dal paziente”. L’omissione, e il conseguente errore diagnostico, avrebbe quindi condizionato l’approccio terapeutico, “causalmente determinante per l’exitus”.

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